L’era di Vault

L’era di Vault

Gennaio 31, 2019 0 Di Stefano Romoli

Inizia l’era di Vault, la nuova criptovaluta sviluppata dal gruppo del Massachusetts institute of technology (Mit), guidato da Derek Leung. 

Non arriva dal mondo della finanza, ma da quello delle ricerca. Un gruppo di studiosi del Massachusetts institute of technology (Mit) qualche giorno fa ha sviluppato Vault, una nuova criptovaluta, che sulla carta dovrebbe ridurre fino al 99% le risorse necessarie per verificare le transazioni rispetto alle criptovalute più popolari come bitcoin ed ethereum.

Le monete digitali, come il Bitcoin, sono delle reti costruite sul blockchain, una sorta di registro digitale finanziario organizzato in una sequenza di singole pagine, ognuna delle quali contiene i dati delle transazioni. Queste reti di dati sono decentralizzate, cioè non ci sono banche o organizzazioni per gestire fondi e bilanci, ma devono essere gli utenti a verificare le transazioni, scaricando e immagazzinando i dati di centinaia di migliaia di pagine.

Tutto ciò rende il processo lento e impraticabile per molti. Non per Vault. Il trucco sarebbe in una blockchain più agile, chiamata Algorand e ideata dal professor Silvio Micali del dipartimento di Ingegneria del Mit, l’unico scienziato italiano che ad oggi è riuscito ad aggiudicarsi il prestigioso Premio Turing. Micali stesso è convinto che la sua rete sia “sicura, decentralizzata e più scalabile rispetto alle altre criptovalute”.

Per ora, dettagli tecnici a parte, non si sa molto altro. Ma tempo un mese e Vault verrà presentata ufficialmente in occasione di un convegno sulla cybersecurity in programma a San Diego. E allora sapremo finalmente se un altro bitcoin è possibile.