La politica Italiana e il Bitcoin come rifugio

La politica Italiana e il Bitcoin come rifugio

Giugno 14, 2019 0 Di Stefano Romoli

Il governo italiano sta rimuginando la possibilità di emettere una “moneta parallela” per i pagamenti dello stato alle imprese. Una mossa questa che potrebbe fornire il miglior caso per un’adozione massiccia di criptovaluta, visto la previsioni non certo rassicuranti su quanto potrebbe succedere.

La politica Italiana e il Bitcoin come rifugio

“È arrivata l’ora di una nuova, più equa, versione di denaro”.

Le moneta proposta, note come mini-BOT, sono fondamentalmente buoni del tesoro (buono ordinario del tesoro). I mini-BOT sono stati inizialmente concepiti per rimborsare il grosso debito dell’Italia ma, se vogliamo esprimere un pensiero, è come pagare il debito con più debiti.

Rebecca Spang, economista, dice:

“Come membro dell’euro, l’Italia non può emettere legalmente la propria valuta. Ma se il governo pagasse i suoi creditori in mini-BOT – e se avessero accettato di riprenderli come pagamento per tasse o altro – la liquidità totale potrebbe aumentare senza l’espansione dell’offerta di moneta ufficiale “.

In altre parole, l’Italia invaderebbe il mercato con la nuova moneta, svaluterebbe l’euro, aumenterebbe il debito e potenzialmente scatenerebbe l’inflazione galoppante.

Ed è proprio in questi casi che le criptovalute potrebbero entrare in gioco. Contrariamente al denaro fiat infatti, il Bitcoin è deflazionistico, non politico, aperto ed equo. Non può essere stampato, controllato ne manipolato da un singolo governo.

La possibilità che il bitcoin diventi poi un bene di rifugio cresce ancora di più se si considera la tassa proposta dall’Italia sui depositi di sicurezza.

“We need a new, more equitable model for money and money production. But that money should be indefinitely politicized is, I think, truly an awful thing to contemplate.”

L’analisi di cui sopra non fa che scalfire la superficie della crisi in Italia e il suo impatto sul sistema monetario internazionale.