Il coronavirus e bitcoin, in decollo da inizio anno il valore della criptovaluta

Il coronavirus e bitcoin, in decollo da inizio anno il valore della criptovaluta

Febbraio 23, 2020 0 Di Stefano Romoli

Una conseguenza forse inaspettata dell’epidemia del coronavirus partita da Wuhan, in Cina, e che sta influenzando pesantemente anche l’economia, è l’aumento delle quotazioni del Bitcoin, ovvero della prima e più famosa cripotvaluta, che ormai viene vista come un bene rifugio, come il buon vecchio oro.

Per la gioia di chi da tempo fa trading con il bitcoin, dopo essere sceso sotto i 5.000 $ il 17 dicembre è risalito velocemente fino a raggiungere i 10.000 $ ad oggi.

Un rally poderoso, cui del resto il mercato delle criptovlute negli ultimi 3 anni ci ha abituato. 

Alla base del rally sia il coronavirus che il prossimo halving

Certamente il coronavirus contribuisce moltissimo nell’aumento del valore della criptovaluta. Il mercato è costantemente alla ricerca sia di marginalità, quindi di possibilità di guadagno, che di beni rifugio, e cerca di differenziare rispetto al solo oro. Basti pensare al ruolo crescente in tal senso di opere d’arte o persino vini pregiati.

La Cina inoltre ha già avviato una quarantena delle banconote usate nel tentativo di arrestare la diffusione del coronavirus. La comunità delle criptovalute ha colto la palla al balzo, commentando che i pagamenti in Bitcoin non soffrono di tale problema.

Tuttavia secondo molti analisti un ruolo fondamentale ce l’ha l’avvicinamento anche dell’halving, ovvero il dimezzamento, di maggio. Si tratta del momento in cui la ricompensa per i miners i nuovi bitcoin viene dimezzata, ovvero costoro ricevono il 50% in meno di criptovaluta. E ciò accade ogni 210 mila blocchi di bitcoin, corrispondenti a 21 milioni.